Comitato contro i Bocconi Avvelenati e
per la difesa del territorio di Verona e Provincia

Veleni e pronto soccorso

Giovedì 3 Maggio, 2007 23:07

Questa sezione è a cura della Dott.ssa Cristina Squaranti, medico veterinario,responsabile sanitario unità cinofile da soccorso Argo '91 Verona che ringraziamo di cuore per il prezioso apporto.

VELENI

I VELENI USATI PER LA PREPARAZIONE DI ESCHE E BOCCONI, COME DOCUMENTEREMO SUCCESSIVAMENTE , SONO TANTI E QUASI TUTTI POTENZIALMENTE MORTALI.

E' BENE RICORDARE CHE :

1) LA VELOCITA' DI AZIONE DEI VELENI NON E' UGUALE PER TUTTI I TIPI DI VELENO

CERTI TIPI DI VELENI HANNO UN EFFETTO PRESSOCHE' IMMEDIATO ( ES. STRICNINA ) E QUANDO I SINTOMI COMINCIANO A MANIFESTARSI , SPESSO PURTROPPO E' GIA' TROPPO TARDI.

ALTRI TIPI DI VELENO ( ES. TOPICIDI RODENTICIDI ) HANNO ESORDIO LENTO E SUBDOLO, ANCHE 48-72 ORE DOPO L'INGESTIONE , CON SINTOMI VAGHI DI DEBOLEZZA , PERDITA DELL'APPETITO , ANEMIA , ECC., come vedremo in seguito .

2) LA GRAVITA' DEI SINTOMI E' DIPENDENTE DA :

- DOSE del VELENO cioè quantità di veleno assunto

- PESO e MOLE del CANE che assume la dose del veleno

- TIPO di VELENO

- TEMPO TRASCORSO dal momento dell'ingestione del veleno

QUANDO PREOCCUPARSI ?

PREOCCUPATEVI SUBITO SE NOTATE CHE IL VOSTRO CANE DURANTE UNA PASSEGGIATA SI FERMA A MANGIARE QUALCOSA CHE HA TROVATO IN MEZZO ALLA VEGETAZIONE O ALL'INTERNO DI SACCHETTI LASCIATI SUL TERRENO , SOPPRATTUTTO SE POI RAPIDAMENTE INIZIA A PERDERE L'EQUILIBRIO, AD AVERE DIFFICOLTA' A SOSTENERSI SULLE ZAMPE, A PRESENTARE SALIVAZIONE INTENSA , A RESPIRARE AFFANNOSAMENTE , A MANIFESTARE TREMORI GENERALIZZATI O AD AVERE CONVULSIONI .

COSA FARE ?

CERCATE IMMEDIATAMENTE DI PROCURARGLI IL VOMITO , PERCHE' FARGLI ESPELLERE IL BOCCONE AVVELENATO E' L'UNICA MANIERA PER TENTARE DI SALVARLO.

COME FARE ?

PER FAR VOMITARE IL CANE SOMMINISTRATEGLI PER VIA ORALE:

- ACQUA CON SALE FINE DISCIOLTO ( = soluzione salina soprasatura ) aggiungere quantità progressive di sale fine in un bicchiere d'acqua mescolando bene fino a che rimane sale non disciolto sul fondo del bicchiere ; far bere al cane fino a che non inizia ad avere sforzi di vomito

OPPURE

- ACQUA OSSIGENATA A 10 VOLUMI ( quella che si usa per la medicazione delle ferite ) far bere al cane nella dose di circa 1 ml di acqua ossigenata per ogni Kg. di PESO del CANE

VI CONVIENE AVERE SEMPRE CON VOI UNO DI QUESTI DUE EMETICI IN CASO DI SCAMPAGNATE , DAL MOMENTO CHE ORMAI LA MAGGIOR PARTE DELLE ZONE E' A RISCHIO PER QUEL CHE RIGUARDA LA PRESENZA DI BOCCONI AVVELENATI.

ASPIRARE LA SOLUZIONE SALINA o L'ACQUA OSSIGENATA CON UNA SIRINGA da 5 ml o , meglio , da 10 ml , POI TOGLIERE L'AGO , SOLLEVARE IL LABBRO SUPERIORE DEL CANE DA UN LATO E APPOGGIARE IL BECCUCCIO DELLA SIRINGA APPENA DIETRO I DENTI CANINI , DOVE IN TUTTI I CANI E' PRESENTE UNO SPAZIO LIBERO DA DENTI .

NON CERCARE DI TENER APERTA LA BOCCA A FORZA , MA TENERE IL MUSO APPENA SOLLEVATO VERSO L'ALTO E PREMERE LO STANTUFFO DELLA SIRINGA SPINGENDO POCO ALLA VOLTA NELLA BOCCA DEL CANE IL CONTENUTO DELLA SIRINGA STESSA .

SI EVITERA' COSI' IL RISCHIO CHE IL LIQUIDO VADA DI TRAVERSO E PROVOCHI POLMONITE AB INGESTIS .

NON TENTARE DI FAR VOMITARE IL CANE METTENDOGLI LE DITA IN GOLA: E' UN SISTEMA NON SOLO POCO EFFICACE MA ANCHE RISCHIOSO PERCHE' IL CANE POTREBBE MORDERCI INVOLONTARIAMENTE , SOPRATTUTTO SE HA GIA' TREMORI E CONTRAZIONI .

SI PUO' EVENTUALMENTE RIPETERE LA SOMMINISTRAZIONE DOPO 10-15 MINUTI SE CON LA PRIMA DOSE NON SIAMO RIUSCITI A PROVOCARE IL VOMITO.

IN OGNI CASO POI SI DEVE PORTARE RAPIDAMENTE IL CANE DAL VETERINARIO, CHE APPRONTERA'TUTTE LE TERAPIE NECESSARIE E SPECIFICHE IN RELAZIONE AL TIPO DI VELENO ASSUNTO .

PARLEREMO ORA DEI VELENI PIU' COMUNI , CIOE' DI QUELLI CHE VENGONO UTILIZZATI SOLITAMENTE NELLA PREPARAZIONE DI ESCHE CHE VENGONO POI LASCIATE NELL'AMBIENTE E CHE POSSONO METTERE A REPENTAGLIO LA VITA DEI NOSTRI ANIMALI .

ELENCHEREMO IN MODO SEMPLICE E SCHEMATICO LE CARATTERISTICHE PRINCIPALI DEI VARI VELENI E I SINTOMI INDOTTI DAL VELENO E FAREMO ALCUNI CENNI SULLE TERAPIE .

PER SEMPLIFICARE LA COMPRENSIONE DI ALCUNI SINTOMI ABBIAMO INSERITO IN ORDINE ALFABETICO UNA BREVE SPIEGAZIONE DEI TERMINI MEDICI USATI .

 

DIZIONARIO dei TERMINI MEDICI

- ATASSIA : incoordinazione dei movimenti con perdita dell'equilibrio

- BRONCOSPASMO :contrazione della muscolatura bronchiale con riduzione del diametro delle vie respiratorie

- BRADICARDIA : riduzione della frequenza del battito cardiaco

- COMA : stato di sopore profondo con perdita della coscienza , della sensibilità e della motilità volontaria

- CONTRAZIONI TONICOCLONICHE : particolari contrazioni dei muscoli caratterizzate da rapida successione di contrazioni ritmiche seguite da rilasciamento incompleto

- CONVULSIONI : contrazioni muscolari violente e involontarie

- DISPNEA : respirazione difficoltosa , irregolare , rumorosa

- EDEMA POLMONARE : anormale accumulo di fluidi nel tessuto polmonare .Gli alveoli si riempiono di liquido e gli scambi gassosi respiratori risultano compromessi . Il cane manifesta dispnea , mucose cianotiche , tosse , irrequietezza e ansietà.

- EMATOMA : tumefazione locale dei tessuti dovuta a raccolta di sangue fuoriuscito dai vasi

- FASCICOLAZIONI MUSCOLARI : contrazioni parziali , incomplete e involontarie di singoli parti (i fasci muscolari ) di un muscolo

- INCONTINENZA URINARIA : incapacità della vescica urinaria di trattenere l'urina

- INCOORDINAZIONE LOCOMOTORIA ( sinonimo di ATASSIA ) : perdita o diminuzione dell'equilibrio e della coordinazione dei movimenti

- INSUFFICIENZA EPATICA : riduzione della funzionalità del fegato al di sotto dei livelli minimi richiesti

- INSUFFICIENZA RENALE : riduzione della funzionalità dei reni al di sotto dei livelli minimi richiesti

- IPERESTESIA : anomala sensibilità e risposta a stimoli fisiologici normali

- IPERTERMIA : aumento della temperatura corporea

- MIDRIASI : dilatazione delle pupille

- MIOSI : restringimento delle pupille

- NISTAGMO : movimento ritmico e involontario degli occhi in senso orizzontale ( nistagmo orizzontale ) o verticale ( nistagmo verticale )

- OPISTOTONO : caratteristica posizione del dorso che si presenta inarcato , del collo e della testa che si presentano rigidi e riversi all'indietro, a causa della contrattura spastica dei muscoli della nuca e del torace

- SCIALORREA : eccessiva produzione di saliva con fuoriuscita abbondante dalla bocca

- SPASMI MUSCOLARI ( detti anche "crampi" ) : contrazioni involontarie e dolorose dei muscoli

- TACHICARDIA : aumento della frequenza cardiaca

 

INIBITORI delle COLINESTERASI

Si dividono in 2 categorie :

- ORGANOFOSFATI o ESTERI FOSFORICI

- CARBAMATI

Sono usati in agricoltura e in zootecnia (ad opportuni dosaggi) come insetticidi ed antiparassitari . Sono presenti anche nei collari antipulci .

STATO FISICO : CRISTALLI INCOLORE o TENDENTI AL BIANCO / GIALLASTRO

SONO TOSSICI SOPRATTUTTO PER INGESTIONE , MA POSSONO ESSERLO ANCHE PER CONTATTO , attraverso la cute : in questo caso gli effetti sono generalmente ritardati, cioè compaiono anche dopo diversi giorni .

MECCANISMO D'AZIONE : inibizione dell'acetilcolinesterasi che è l'enzima che inattiva l'acetilcolina , con conseguente accumulo di acetilcolina in tutte le sedi dove è mediatore chimico.

I CARBAMATI ( carbaryl ) sono anticolinesterasici reversibili

Gli ORGANOFOSFATI (malathion, parathion, diazinon, sarin, soman ecc.) sono anticolinesterasici irreversibili

ANTIDOTO : ATROPINA SOLFATO

Variano a seconda della sostanza , della quantità di veleno assunta , del tempo trascorso dall'assunzione , del peso e mole dell'animale .
Per questa ragione i sintomi di intossicazione possono comparire dopo solo mezz'ora come anche dopo 3 o più ore ed avere diversa gravità.

lacrimazione , scialorrea, nausea, vomito, coliche addominali e diarrea , miosi , broncospasmo, incontinenza urinaria, bradicardia ,tremori, fascicolazioni muscolari, atassia . Nei casi più gravi si manifestano convulsioni , coma , morte per arresto respiratorio e cardiocircolatorio.

far vomitare il cane il prima possibile , poi rivolgersi immediatamente al veterinario che provvederà a mettere in atto tutte le misure terapeutiche necessarie a bloccare l'azione del veleno ( lavanda gastrica , somministrazione di antidoti quali atropina e , SOLO NEL CASO DI ESTERI FOSFORICI pralidossima , ossigenoterapia ecc. ) unitamente a terapie di supporto.

METALDEIDE

E' il principale componente dei veleni usati in agricoltura e giardinaggio come molluschicidi , lumachicidi .

STATO FISICO : ESCA di colore AZZURRO-BLU o VERDE
E' TOSSICA PER INGESTIONE

MECCANISMO D'AZIONE : a livello del sistema nervoso centrale provoca la deplezione dei mediatori chimici adrenalina e noradrenalina , abbassando la soglia di eccitabilità delle cellule nervose .
NON ESISTONO ANTIDOTI SPECIFICI


I sintomi si manifestano solitamente nel giro di 1-3 ore dalla
ingestione del veleno .

agitazione, stato ansioso , midriasi, iperestesia , spasmi muscolari e tremori , tachicardia, scialorrea , vomito dal caratteristico odore di formaldeide, diarrea verdastra , dispnea , ipertermia grave ( 42-43 °C ) . Nei casi più gravi si manifestano convulsioni , coma e morte per insufficienza respiratoria .

Nel gatto un segno caratteristico di avvelenamento da metaldeide è il nistagmo.

far vomitare il cane il prima possibile , poi rivolgersi immediatamente al veterinario che appronterà le terapie del caso

 

STRICNINA

E' un pesticida molto usato in passato , purtroppo tuttora diffuso, specie in alcune regioni d'Italia , per la preparazione di esche .

STATO FISICO: POLVERE BIANCASTRA , DI SAPORE AMARO
E' TOSSICA PER INGESTIONE e VIENE ASSORBITA MOLTO RAPIDAMENTE DAL TRATTO GASTROENTERICO

MECCANISMO D'AZIONE : blocca la glicina ,un neurotrasmettitore inibitore dei motoneuroni

NON ESISTONO ANTIDOTI SPECIFICI
La sintomatologia compare entro 10 - 30 minuti dall'ingestione .
L'intervallo di tempo tra l'instaurarsi della sintomatologia e la morte
varia tra 1 minuto e 3 ore .
LA DOSE TOSSICA per il CANE è di soli 0,75 milligrammi di stricnina per Kg.di peso

irrigidimento dei muscoli del collo e della testa ( opistotono ), labbra retratte , contrazioni tonico-cloniche generalizzate , accessi convulsivi da ipereccitabilità a qualunque rumore o stimolo tattile e visivo , midriasi , dispnea , ipertermia , morte per arresto respiratorio; la coscienza rimane lucida .

se il cane ha appena ingoiato l'esca avvelenata provocare SUBITO il vomito . Se i sintomi sono già iniziati , data la rapidità dell'assorbimento della stricnina , non ha più senso tentare di svuotare lo stomaco . Quindi non perdere tempo e precipitarsi dal veterinario che provvederà a praticare le terapie del caso ( diazepam ev per controllare le convulsioni, eventualmente associare tiopentale , ossigenoterapia , fluidoterapia ecc . )

Ridurre al minimo le stimolazioni sensoriali.

 

RODENTICIDI ad azione anticoagulante

Si utilizzano comunemente per interventi di derattizzazione ambientale ( = rischio di avvelenamenti accidentali di animali domestici ) o per preparare esche a scopo di avvelenamento doloso , specialmente di cani .
STATO FISICO : si presentano sotto forma di GRANULI abbastanza grossi di COLORE BLU O ROSSO / FUCSIA riconoscibili all'interno dell'esca oppure sotto forma di bustine trasparenti in cui all'interno si vede una cialda nera o un liquido blu (sacchetti solitamente usati per la derattizzazione).
SONO TOSSICI PER INGESTIONE
MECCANISMO D'AZIONE : hanno azione anticoagulante in quanto bloccano i fattori della coagulazione del sangue vit. K - dipendenti
ANTIDOTO : VITAMINA K

Non si manifestano subito, ma nell'arco di tempo che va da 48 ore a 4- 5 giorni dopo l'ingestione
L' esordio è subdolo e all'inizio i sintomi sono sfumati e del tutto generici .

spossatezza , inappetenza , sete , pallore delle mucose , dispnea e talora perdita di sangue dagli orifizi naturali e/o formazione di ematomi sottocutanei, talora anche sotto la lingua. Questi sintomi si possono avere da soli o associati e divengono con il passare delle ore via via più evidenti .
Nei casi non trattati il cane può morire .

se ci si accorge che il cane ha ingerito il topicida , impedire l'assorbimento del veleno provocando il vomito . Se il cane presenta già sintomi compatibili con avvelenamento da topicida è necessario utilizzare l' antidoto a base di vitamina K e , nei casi più gravi , procedere a trasfusioni di sangue.
Rivolgersi perciò subito al veterinario .

 

FOSFURO DI ZINCO

E' adoperato come rodenticida , ma si trova anche in numerosi fertilizzanti

STATO FISICO : POLVERE GRIGIO-NERASTRA
E' TOSSICO PER INGESTIONE
NON ESISTONO ANTIDOTI SPECIFICI

Colpisce fegato e reni e la mortalita' e' altissima
fuoriuscita di schiuma dalla bocca , unita a un forte odore di aglio, vomito , diarrea , dolori addominali , dispnea grave ed edema polmonare, insufficienza epato- renale acuta , convulsioni che progressivamente aumentano d'intensità , coma e morte

far vomitare il cane il prima possibile , poi rivolgersi immediatamente al veterinario che appronterà le terapie del caso

 

TALLIO - ARSENICO

Trattasi di sostanze velenose presenti nei veleni per topi , scarafaggi e formiche . Il loro uso nella preparazione di esche avvelenate è meno comune rispetto ai veleni già trattati in precedenza .

SONO TOSSICI PER INGESTIONE
NON ESISTONO ANTIDOTI SPECIFICI

i primi segni possono comparire in un arco di tempo compreso tra 30 minuti e parecchie ore dopo l'assunzione del veleno

scialorrea , vomito , diarrea anche emorragica , dolore addominale , debolezza muscolare, tremori , atassia , dispnea , insufficienza renale acuta , coma e morte

far vomitare il cane il prima possibile , poi rivolgersi immediatamente al veterinario che appronterà le terapie del caso

 

CENTRI ANTIVELENO IN ITALIA.

ANCONA
ISTITUTO MEDICINA SPERIMENTALE
VIA RANIERI 2 - TEL.071/2204636

BOLOGNA OSPEDALE MAGGIORE

VIA LARGO NEGRISOLI 2 - TEL.051/333333

CATANIA
OSPEDALE GARIBALDI CENTRO RIANIMAZIONE
PIAZZA S. MARIA GESU' - TEL.095/7594120

CESENA
OSPEDALE MAURIZIO BUFFALINI
VIALE GHIROTTI - TEL.0547/352612

CHIETI
OSPEDALE SANT.MA ANNUNZIATA
TEL.0871/345362

FIRENZE
USL 10/UNIVERSITA'DEGLI STUDI
VIALE G.B.MORGAGNI 65- TEL.055/4277238

GENOVA
IST. SCIENTIFICO G.GASLINI
LARGO G.GASLINI 5 -TEL.010/56361-010/3760603

GENOVA
OSPEDALE SAN MARTINO
VIA BENEDETTO XV, N.10 - TEL.010/352808

LA SPEZIA
OSPEDALE CIVILE S. ANDREA
VIA VITTORIO VENETO - TEL.0187/533296

LECCE
OSPEDALE GEN.REGIONALE
V.FAZZI VIA ROSSINI2 - TEL.0832/665374

MESSINA
UNITA' DEGLI STUDI DI MESSINA
VILLAG. SANTISSIMA ANNUNZIATA - TEL.090/2212451

MILANO
OSPEDALE NIGUARDA
CA' GRANDE PIAZZA OSPEDALE MAGGIORE 3 - TEL.02/66101029 http://www.ospedale-niguarda.it/cav

NAPOLI
OSPEDALI RIUNITI CARDARELLI
VIA ANTONIO CARDARELLI 9 - TEL.081/5453333- 081/7472870

NAPOLI
ISTITUTO FARMACOLOGIA E TOSSICOLOGIA
VIA COSTANTINOPOLI 16 - TEL.081/459802

PADOVA
DIP. FARMACOLOGIA E ANESTESIOLOGIA
LARGO EGIDIO MENEGHETTI 2 - TEL.049/8275078

PAVIA
FOND. S. MAUGERI
VIA S. BOEZIO 26 - TEL.0382/24444

PORDENONE
OSPEDALE CIVILE
CENTRO RIANIMAZIONE VIA MONTEREALE 24 - TEL.0434/399698 - 0434/550301

REGGIO CALABRIA
OSPEDALI RIUNITI
CENTRO RIANIMAZIONE VIA G. MELACRINO - TEL.0965/811624

ROMA
IST. DI ANESTESIOLOGIA E RIANIMAZIONE
LARGO AGOSTINO GEMELLI 8 - TEL.06/3054343

ROMA
POLICLINICO UMBERTO I
VIALE REGINA ELENA 324 - TEL.06/490663
http://w3.uniroma1.it/cav/

TORINO
UNIVERSITA' DI TORINO
VIA ACHILLE MARIO DOGLIOTTI - TEL.011/6637637

TRIESTE
OSPEDALE INFANTILE
VIA DELL' ISTRIA 65/1 - TEL.040/3785373

APPROFONDIMENTI.

Materiale scaricato da Internet sui veleni che come potrete notare,non uccidono solo i nostri cani,ma rappresentano ( e non ci stancheremo mai di ripeterlo!) un vero pericolo anche per l'essere umano.

Decreto 1 giugno 2006

Ministero della Salute. Non inclusione della sostanza attiva endosulfan nell'allegato I del decreto legislativo 17 marzo 1994, n. 195, revoca di alcuni prodotti fitosanitari che contengono endosulfan e limitazione degli impieghi di altri prodotti fitosanitari contenenti detta sostanza attiva, relativamente agli usi ora riconosciuti essenziali, in applicazione della decisione 2005/864/CE della Commissione del 2 dicembre 2005.

(GU n. 148 del 28-6-2006)



IL DIRETTORE GENERALE
del Dipartimento per la sanita' pubblica veterinaria la nutrizione e la sicurezza degli alimenti

Visto il decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 194, relativo all'attuazione della direttiva 91/414/CEE del 15 luglio 1991, in materia di immissione in commercio di prodotti fitosanitari ed in particolare gli articoli 4 e 6;
Visto il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, recante norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche;
Vista la decisione n. 2005/864/CE della Commissione del 2 dicembre 2005, relativa alla non iscrizione della sostanza attiva endosulfan nell'allegato I della direttiva 91/414/CEE e alla revoca delle autorizzazioni dei prodotti fitosanitari che contengono detta sostanza attiva, a conclusione delle procedure previste dal regolamento CEE n. 3600/92 della Commissione dell'11 dicembre 1992, modificato da ultimo dal regolamento CE n. 2266/2000 della Commissione;
Visto in particolare il punto (8) delle premesse della suddetta decisione secondo il quale, sulla base delle valutazioni effettuate, i prodotti fitosanitari contenenti la sostanza attiva in questione non sono conformi ai requisiti specificati dall'art. 5, paragrafo 1, lettere a) e b) della direttiva n. 91/414/CEE;
Visto l'art. 2, comma 1, della citata decisione n. 2005/864/CE che stabilisce il ritiro delle autorizzazioni all'immissione in commercio dei prodotti fitosanitari che contengono la sostanza attiva endosulfan entro il 2 giugno 2006;
Visto inoltre l'art. 2, comma 3, della citata decisione che consente all'Italia di mantenere in vigore fino al 30 giugno 2007 le autorizzazioni dei prodotti fitosanitari a base di endosulfan, per il controllo di organismi nocivi su nocciolo (usi essenziali) in quanto non sono attualmente disponibili valide soluzioni alternative per detto impiego;
Considerato che la decisione sopraccitata consente di mantenere alla produzione ed al commercio fino al 30 giugno 2007 i prodotti fitosanitari contenenti la sostanza attiva in questione limitatamente al loro impiego su nocciolo (usi essenziali);

Ritenuto di dover attuare la suddetta decisione comunitaria, che stabilisce il ritiro delle registrazioni di quei prodotti fitosanitari, elencati nell'allegato A al presente decreto, che alla data del 2 dicembre 2005 erano autorizzati per impieghi diversi dal nocciolo;
Ritenuto inoltre di dover attuare la suddetta decisione comunitaria, che stabilisce il mantenimento delle registrazioni di quei prodotti fitosanitari, elencati nell'allegato B al presente decreto, che alla data del 2 dicembre 2005 erano gia' autorizzati per l'impiego su nocciolo e per i quali le imprese titolari hanno presentato specifica richiesta di mantenimento della registrazione e relativa proposta di adeguamento delle etichette;
Viste le istanze presentate dalle imprese interessate per ottenere il mantenimento delle autorizzazioni per il solo impiego su nocciolo (usi essenziali), avendo accertato che tale impiego era tra quelli gia' autorizzati;
Considerato che il periodo di moratoria per la commercializzazione e l'utilizzazione delle giacenze esistenti in commercio dei prodotti fitosanitari di cui all'allegato A al presente decreto, che riportano in etichetta gli impieghi precedentemente autorizzati, tra i quali figurano usi diversi da quelli ora ritenuti essenziali, e' fissato al 2 giugno 2007, ai sensi dell'art. 3, lettera a), della citata decisione n. 2005/864/CE della Commissione

Considerato altresi' che il periodo di moratoria per la commercializzazione e l'utilizzazione delle giacenze dei prodotti fitosanitari contenenti endosulfan, riportati nell'allegato B al presente decreto e che saranno in commercio al 30 giugno 2007, e' fissato fin d'ora al 31 dicembre 2007 ai sensi dell'art. 3, lettera b), della decisione n. 2005/864/CE della Commissione;

Visto l'art. 23 del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 194, relativo alle sanzioni previste per chi immette in commercio, pone in vendita o utilizza prodotti fitosanitari non autorizzati e le successive norme in materia di riforma del sistema sanzionatorio;

Decreta:

Art.1.
1. La sostanza attiva endosulfan non e' iscritta nell'allegato I del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 194, che ha recepito la direttiva n. 91/414/CEE del 15 luglio 1991.

Art.2.
1. Le autorizzazioni all'immissione in commercio dei prodotti fitosanitari contenenti la sostanza attiva endosulfan, riportati nell'allegato A al presente decreto, sono revocate a far data dal 3 giugno 2006, come stabilito dall'art. 2, comma 1, della citata decisione n. 2005/864/CE.

Art.3.
1. Le autorizzazioni all'immissione in commercio dei prodotti fitosanitari contenenti la sostanza attiva endosulfan, riportati nell'allegato B al presente decreto, sono mantenute in vigore fino al 30 giugno 2007, limitatamente al solo impiego su nocciolo (usi essenziali).
2. Le imprese dovranno provvedere all'adeguamento delle etichette dei prodotti fitosanitari riportati nell'allegato B del presente decreto con limitazione dell'impiego al solo nocciolo.
3. Le etichette cosi' adeguate saranno successivamente pubblicate nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

Art.4.
1. La commercializzazione e l'utilizzo delle giacenze esistenti in commercio dei prodotti fitosanitari contenenti endosulfan, riportati nell'allegato B al presente decreto, relativamente agli usi diversi da quelli essenziali elencati nella V colonna del citato allegato B, e' consentita fino al 2 giugno 2007.

2. La commercializzazione e l'utilizzo delle giacenze dei prodotti fitosanitari contenenti endosulfan, riportati nell'allegato B al presente decreto, che risulteranno esistenti in commercio al 30 giugno 2007, sono consentiti fino al 31 dicembre 2007.
3. I titolari delle autorizzazioni di prodotti fitosanitari contenenti la sostanza attiva in questione sono tenuti ad adottare ogni iniziativa volta ad informare i rivenditori e gli utilizzatori dei prodotti fitosanitari medesimi sulle nuove condizioni di impiego e sul rispetto dei relativi tempi fissati per lo smaltimento delle scorte in considerazione del fatto che fino al 2 giugno 2007 possono legittimamente coesistere sul mercato prodotti fitosanitari con stesso numero di registrazione ma con campi di impiego diversi.
Il presente decreto, notificato per via amministrativa alle imprese interessate, sara' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.


Roma, 1° giugno 2006
Il direttore generale: Borrello

India
Comunicato Stampa del 22 Agosto 2006

Coalizione contro i pericoli derivanti dalla Bayer (Germania)
Centre for Sustainable Agriculture (India)
Pesticide Action Network (PAN) Asia and the Pacific

Residui di pesticidi nelle bibite / Avvelenamento di lavoratori nel settore agricolo

La Bayer sollecitata a ritirare dal mercato indiano i pesticidi pericolosi

Mentre le autorità, i media e il pubblico indiano, dibattono un recente rapporto sui livelli eccessivi di residui di pesticidi trovati nella Coca, nella Pepsi e in altre bibite, non viene prestata alcuna attenzione al vero problema, che già uccide dozzine di indiani ogni anno: i mortali pesticidi usati in agricoltura su molti raccolti. Gli Indiani poveri pagano un alto prezzo per l'uso dei pesticidi in agricoltura. Per questa ragione il Centre for Sustainable Agriculture, con base in India, il Pesticide Action Network, Asia and the Pacific, e la tedesca Coalizione contro i pericoli derivanti dalla Bayer vogliono sollecitare i produttori a ritirare dal mercato Indiano tutti i pesticidi ad alta tossicità.

Secondo Kavitha Kuruganti del Centre for Sustainable Agriculture: "Molti di questi pesticidi estremamente pericolosi sono prodotti da compagnie internazionali come la Bayer, la DuPont e la Syngenta, le quali da molto tempo hanno smesso di produrre e vendere tali pesticidi nei paesi sviluppati. Mantengono però un doppio standard nei confronti dell'India dove producono quegli stessi pesticidi e li vendono con una politica di mercato aggressiva." Il nostro Centro ha documentato dozzine di casi di avvelenamento, molti dei quali mortali. "Per esempio", continua Kuruganti, "il pesticida Hinosan, della Bayer, il cui ingrediente attivo è l'edifenfos, ha avuto un ruolo negli avvelenamenti da noi documentati."

"Il Pesticide Action Network Asia and the Pacific, in collaborazione con partners in India e in altri paesi asiatici, ha documentato come i pesticidi di Classe I (così come quelli di Classe II come endosulfan e paraquat, considerati erroneamente 'meno pericolosi'), continuino ad avvelenare migliaia di braccianti e agricoltori in tutta l'Asia", afferma Sarojeni V. Rengam, Direttore Esecutivo. "E' una smisurata tragedia che i pesticidi di Classe I, così come anche il paraquat e l'endosulfan che sono estremamente pericolosi nelle reali condizioni d'uso presenti nel Sud del mondo, siano ancora così largamente usati. Chiediamo ai maggiori produttori del mondo di endosulfan, Bayer; e di paraquat, Syngenta, di cessare immediatamente la produzione di questi pesticidi mortali."

Bayer CropScience è l'azienda leader nel mercato dei pesticidi in India. In molte parti del mondo la Compagnia vende pesticidi inclusi dalla Organizzazione Mondiale per la Sanità (WHO) nelle Classi Ia (estremamente pericolosi) e Ib (altamente pericolosi ), come Thiodicarb, Disulfoton, Parathion, Fenamiphos, Azinphos-methyl, Methamidophos e Oxydemeton Methyl. Philipp Mimkes, della Coalizione contro i pericoli derivanti dalla Bayer che controlla l'operato della Bayer da 25 anni, afferma: "Nel 1996 la Bayer ha promesso di sostituire, tutti i pesticidi classificati in Classe I dal WHO, con prodotti di minor tossicità. E' chiaro che la Compagnia è venuta meno alla promessa fatta. I prodotti della Bayer contenenti questi pericolosissimi ingredienti sono ancora sul mercato, col risultato che migliaia di braccianti e lavoratori del settore agricolo in tutto il mondo vengono avvelenati anno dopo anno."

In un comunicato emesso dalla Bayer in Germania, la Compagnia ammette di vendere in India un prodotto di Classe I, l'Hostathion (principio attivo: Triazophos) oltre al Thiodan (principio attivo: Endosulfan). Però il sito della Bayer India elenca parecchie altre sostanze contenute nella Classe I come Larvin (Thiodicarb), Metasystox (Oxidemeton Methyl), Tamaron (Methamidophos) and Folidol (Parathion Methyl).

Il Centre for Sustainable Agriculture (India), il Pesticide Action Network, Asia and the Pacific e la CBG sostengono che un uso sicuro dei pesticidi è impossibile in India e in generale nel Sud del mondo, a causa della povertà, dell'analfabetismo e di altre condizioni sia sociali che climatiche, che non consentono l'uso di indumenti protettivi o l'istituzione di altre misure di sicurezza. Essi criticano le strategie di mercato dell'industria volte a dare ai pesticidi l'immagine di prodotti "sicuri" e richiamano il Codice di Condotta della FAO, del quale l'India è firmataria e che è stato accettato anche dall'industria dei pesticidi, che raccomanda che i pesticidi di Classe I e II non vengano utilizzati nei paesi in via di sviluppo.

da "il manifesto" del 09 Luglio 2003 TERRATERRA
Pesticida miete vittime in Kerala

 

CAROLA FREDIANI

Nel prospero stato del Kerala, nel sud dell'India, e in particolare nella regione di Kasargode, endosulfan è un termine tristemente noto. Conosciuto da più di 15 anni dagli agricoltori, che l'hanno usato sui campi dei preziosi anacardi, coltivati per l'esportazione; e noto anche agli abitanti dei villaggi, che l'hanno visto spruzzare periodicamente dagli aeroplani vicino alle proprie case, oggi l'endosulfan - un pericoloso insetticida che agisce per contatto o ingestione - è ormai diventato famoso in tutta l'India, in quanto simbolo di una lotta della popolazione di Kasargode e degli ambientalisti contro il governo federale e le industrie produttrici del pesticida. Tutto ha inizio più di un anno fa, quando i media indiani sono inondati da una serie di reportage sulle strane morti e malformazioni che colpiscono gli abitanti di Kasargode, e in particolare il villaggio di Padre. Questi decessi non appaiono in realtà tanto misteriosi, visto che da tempo numerosi esperti e ambientalisti denunciano la tossicità del pesticida. A sollevare il polverone è in particolare il Center for Science and Environment (Cse) di New Delhi, che analizzando dei campioni prelevati dal villaggio scopre la presenza di elevate quantità dell'insetticida. La pressione esercitata dalla notizia, confermata da altri studi come quello del National Institute of Occupational Health, sembra inizialmente dirigere la vicenda verso un lieto fine, ottenendo di far bandire l'endosulfan. Purtroppo però le industrie indiane dei pesticidi - che costituiscono il quarto più grande produttore al mondo, il secondo nell'area dell'Asia-Pacifico, il primo per quanto riguarda lo stesso endosulfan - non sono rimaste a guardare. La controffensiva si è articolata su più piani: una nuova analisi commissionata a un istituto, che scagiona completamente l'endosulfan; una campagna pubblicitaria che predica la non pericolosità del pesticida; e minacce di azioni legali contro gli attivisti che avevano denunciato il legame tra l'insetticida e le malattie del Kerala.

Il colpo di grazia è però arrivato dal verdetto di un gruppo di esperti appositamente nominati dal governo e guidati dal dott. O. P. Dubey: l'endosulfan non è responsabile dei problemi di salute riscontrati a Kasargode. Risultato: ancora oggi l'insetticida viene spruzzato sui suoi villaggi. Peccato che a capo del gruppo di esperti - come fa notare un'inchiesta dell'organizzazione ambientalista inglese Panos - ci fosse proprio quel dott. Dubay che vent'anni fa aveva raccomandato l'uso dell'endosulfan nel Kerala. Non sarà che la ricca industria indiana dei pesticidi - il cui valore di mercato si aggira intorno agli 8,7 milioni di dollari - sta pesantemente influenzando le decisioni del governo? suggerisce il portavoce di Thanal, un gruppo che studia gli effetti delle sostanze tossiche sull'ambiente. Negli Usa, l'agenzia per la protezione dell'ambiente (Epa) ha classificato l'endosulfan tra i pesticidi fortemente pericolosi. Il suo uso è stato bandito dai campi di riso di Bangladesh, Indonesia, Corea del Sud, e Tailandia, ed è stato severamente limitato in molti altri paesi. Malattie, morti e malformazioni collegate al suo utlizizzo sono state segnalate in Sudan, Indonesia, Colombia, e Benin (fonte: Pesticide Action Network), mentre il Botswana ha deciso di sostituire l'endosulfan con un altro pesticida nella lotta alla mosca tsetse, proprio a causa della sua tossicità (fonte: International Centre for Pesticide Safety). E tuttavia l'associazione indiana delle industrie di insetticidi non sembra intenzionata a smuoversi di un millimetro. Così come non intendono smuoversi le grosse multinazionali dei pesticidi raggruppate in Croplife International - tra i membri di spicco: Bayer, BASF e Monsanto - attualmente nell'occhio del ciclone per non aver adempiuto agli impegni presi con la Banca Mondiale al fine di «ripulire» l'Africa da quintali di insetticidi e sostanze tossiche abbandonati per tutto il continente. Si tratta, per il Pesticide Action Network, di 50 mila tonnellate di pesticidi obsoleti da smaltire. Ai ritmi attuali di decontaminazione, si rischia di impiegarci più di un secolo.

Tratto da www.ilmanifesto.it

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